lunedì 7 febbraio 2011 13.12.48
La paura del dentista è un qualcosa di irrazionale, però estremamente consistente che provoca seri danni alla salute della bocca degli individui che ne sono caratterizzati: per il timore di sentire dolore ed il tremendo rumore del trapano (che ricorda storie e film sulle torture più atroci) si evita di intervenire su una piccola carieche necessariamente si trasforma nel tempo in un dolore acuto e spesso, purtroppo nella perdita del dente stesso. Presto però tutto ciò sarà controllabile, almeno in parte. Alcuni ricercatori inglesi hanno infatti realizzato un dispositivo particolare, unico nel suo genere: delle cuffiette semplici, come quelle che abbiamo tutti per ascoltare la musica o parlare al cellulare, capaci però di isolare il rumore del trapano, collegandole ad un Mp3. Una melodia al posto del molesto frastuono?
No, perché sarebbe possibile comunque ascoltare le indicazioni del medico e della sua equipe alla perfezione! Secondo ciò che affermano gli studiosi del King’s College, della Brunel University e della London South Bank University, che hanno portato avanti il progetto diretto dal professor Brian Millar, tale dispositivo sarebbe anche semplice da usare e poco costoso. Ma come funzionano queste cuffiette anti-trapano? Alla base di tutto un processore digitale di segnali caratterizzato da un chip capace di analizzare il rumore dello “strumento di tortura”, assorbirlo attraverso un piccolo microfono, e produrre un’onda sonora contraria, che per l’appunto permette di ascoltare altre cose piuttosto che il fastidioso ed ansiogeno rumore. I ricercatori sono convinti che tale strategia servirà a combattere la paura del dentista, ma per ora devono convincere chi finanzierà il progetto per la sua eventuale commercializzazione.
Forse lo troverei più utile come strumento per prevenire i disturbi all’udito di lavoratori a rischio, come chi, ad esempio il trapano lo usa, per bucare le strade!!! Ma la mia opinione non fa testo: il timore del mal di denti per me è maggiore di quella deldentista, del trapano e di tutto il resto dello strumentario. Una visita di controllo ogni anno ed una attenta igiene orale e passa la paura! Nel vero senso del termine.
giovedì 3 febbraio 2011 12.16.00
Tre italiani su quattro nell'ultimo anno hanno usato farmaci di automedicazione per curare disturbi episodici come influenza o dolore. Di questi il 55% ha un'eta' compresa tra i 18 e i 44 anni e un'istruzione media superiore o laurea. I farmaci da automedicazione vengono utilizzati principalmente per combattere il dolore (dal 57%) come mal di testa, mal di schiena o mal di denti oppure per influenza e raffreddore (dal 27%). Sono meno usati per i disturbi gastrointestinali (dal 6%). Questi alcuni dati presentati oggi dal direttore del Dipartimento Ricerche alla Salute Gdk Eurisko, dottoressa Isabella Cecchini, intervenendo al 65esimo Congresso Fimmg-Metis a Santa Margherita di Pula. Il medico di famiglia e' la figura a cui gli italiani si affidano per scegliere la prima volta un farmaco da automedicazione (dal 40%) seguono amici e parenti (18%), il farmacista (18%) e la pubblicita' (12%). Per il 78% dei cittadini questi farmaci sono molto o abbastanza utili e per il 79% sono in grado di eliminare il dolore e restituire il benessere. Il 71% e' interessato a ricevere maggiori informazioni su questi farmaci.